Scritti su Pavese
Roma, 16 marzo 2026
All’interno del “Ciclo Spazi900: letture, incontri, confronti” organizzato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, sarà presentato il volume
Italo Calvino
Scritti su Pavese
a cura di Francesca Rubini
(Mondadori, 2025)
Dopo il saluto di Stefano Campagnolo (Direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma) i membri del direttivo del Laboratorio Calvino Mario Barenghi (Università di Milano Bicocca) e Bruno Falcetto (Università Statale di Milano) dialogheranno con Laura Nay (Università di Torino, Direttrice del Centro Studi Interuniversitario “Guido Gozzano-Cesare Pavese”) e con la curatrice Francesca Rubini (Università di Milano Bicocca-Laboratorio Calvino).
I primi tempi a Torino, dove Italo Calvino giunge nel 1945, sono tutti nel segno di Cesare Pavese. Allo scrittore già affermato si devono l’esordio narrativo del giovane ligure e la collaborazione col «Politecnico», e soprattutto l’ingresso in Einaudi, l’apprendistato del mestiere di editore come impegno per cambiare il mondo, l’acquisizione di un’idea della scrittura come atto morale, della letteratura come una autoformazione necessaria. Per cinque anni la loro consuetudine è quotidiana: bruscamente interrotta dalla tragica e inattesa morte di Pavese nell’agosto del 1950, si trasforma in un’assenza presente a Calvino per sempre, attraverso il mutare delle esigenze espressive e degli interessi. Testimonianza di questo mai esaurito dialogo intellettuale è un indice di quindici “scritti su Pavese” composti tra il 1946 e il 1972 ritrovato tra le carte di Calvino: un progetto editoriale mai realizzato che qui viene fedelmente riprodotto. Lo completa una scelta di altri brani – schede editoriali, lettere, pezzi autobiografici – che danno voce a Calvino allievo, collaboratore, editore e interprete di Pavese, erede di una «poetica del fare, anzi: del farsi» appresa nell’officina culturale di Einaudi. Ne esce un volume ricchissimo di spunti che da un lato rappresenta uno strumento importante per conoscere e comprendere l’opera di Pavese, «il più antico dei nostri contemporanei», dall’altro offre una vera e propria “autobiografia implicita” dell’intellettuale Calvino.
Francesca Rubini fra parte del Comitato scientifico del Laboratorio Calvino, è assegnista presso l’Università Milano-Bicocca ed è stata assegnista presso Sapienza Università di Roma. Interessata alla valorizzazione delle fonti letterarie, è diplomata presso l’Archivio di Stato di Roma e le sue ricerche si concentrano sulle forme narrative secondo Novecento.
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Viale Castro Pretorio, 105
Lunedì 16 marzo 2026
ore 16:30
Pubblicato in: Presentazioni

